Lo spreco alimentare è una mia fissa, lo confesso (e l’ho con fisso).

Da anni i miei amici mi prendono in giro perché casa mia è piena di roba scaduta.
Qualche anno fa, però, ho intervistato per La salute con l’anima un biotecnologo alimentare che ha confermato le mie ragioni: la maggior parte degli alimenti che gettiamo nella spazzatura, in realtà, sono buonissimi.


Per chi vuole approfondire qui c’è l’articolo completo.

La realtà è che non siamo abituati a dare valore al cibo.

In Italia ogni famiglia spende in media 515 euro in alimenti che non consumerà mai. Ecco, io non spreco nemmeno dieci centesimi.

La mia fissa per il pranzo di nozze, quindi, era che nulla andasse sprecato. Quella di Mohamed Alì Cheikh che l’ha magistralmente organizzato, invece, era che non mancasse a nessuno da mangiare.
Il risultato è stato che il pranzo è stato estremamente abbondante, ma niente è stato buttato nella spazzatura.

Se era già previsto che la cena di sabato e il pranzo di domenica fossero basati sugli avanzi, alla fine della due giorni di lauti pasti ci siamo divisi quello che restava, e abbiamo consumato tutto: dalla porchetta alla birra, dalla pizza alla pasta, dal riso alla frutta, dalla torta ai salatini.
Io per un’intera settimana mi sono nutrito quasi esclusivamente di queste delizie. Quelle a più a lunga conservazione, invece, faranno parte dei pasti anche per le prossime settimane, e in qualche caso, per i prossimi mesi.

Sinceramente, è una delle cose di cui vado più orgoglioso.